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La navigazione e, quindi, la marineria hanno interessato  storicamente, come tante altre attività, soprattutto l'emisfero maschile e anche oggi i numeri dei velisti, dei marinai, degli armatori e dell'occupazione nella nautica vedono una netta prevalenza di uomini sulle donne; nonostante ciò, non mancano riferimenti a storie femminili anche avventurose.

Parlare di donne nel mondo della marineria rimanda ad alcuni importanti nomi diventati leggendari, come quello dell'irlandese Grace O'Malley (c. 1530 -1603), regina di Umhall (attuale contea di Mayo), nota come la "regina del mare di Connacht", o quello di Jeanne Baret, prima donna a circumnavigare il globo.Travestita da uomo, la Baret si imbarcò nel 1766 come assistente del naturalista Philibert Commerson, che partecipava alla spedizione comandata da Louis Antoine de Bougainville. Pur impegnata nelle ricerche botanico-naturalistiche, pare che questa donna possedesse notevoli doti nautiche.

E poi veniamo alle piratesse: Anne Bonny (1702-1782) e Mary Read (1690-1721), irlandese la prima e britannica la seconda, che battevano i mari dei Caraibi, e Ching Shih (1775-1844), cinese, comandante di un'enorme flotta composta al suo apice da oltre millecinquecento navi e 80 000 marinai (tra cui donne e bambini), considerata da molti la pirata più vittoriosa di tutta la storia. Le sue imprese compaiono in numerosi libri, romanzi, videogiochi e film sui pirati.

A partire dalla seconda metà del XX secolo le imprese delle donne diventano numericamente più significative: nel 1978 la polacca Krystyna Chojnowska-Liskiewicz è la prima a circumnavigare il globo in solitaria in 401 giorni senza tappe e, nello stesso anno, Naomi James compie la stessa impresa in soli 278 giorni. Dieci anni più tardi, nel 1988, Kay Cotee supera questo record su Blackmore's First Lady, impiegando 189 giorni.Denise "Dee" Caffari, classe 1973, britannica, nel 2006 è la prima donna a navigare intorno al mondo "contromano" in solitario, senza tappe né assistenza, e compie l'impresa in 178 giorni. Nel 2009, conquistando il sesto piazzamento alla Vendée Globe, diventa la prima ad aver girato il mondo in entrambi i versi, sempre da sola. Nel 2011 compie la sua terza circumnavigazione senza scalo, partecipando alla Barcellona World Race. In questa carrellata di navigatrici non può mancare la grande Ellen McArthur, una delle veliste più conosciute al mondo, che è stata capace di sbaragliare anche record maschili. Nel 2005 batte infatti il record del giro del mondo insolitario percorrendo 27,354 miglia nautiche in 71 giorni, 14 ore, 18 minuti e 33 secondi.

Presidente Bolognesi 

In seguito a questa impresa ottiene il titolo di Dame Commander of the Order of the British Empire, titolo britannico di cui furono onorati anche Francis Drake e Francis Chichester per le due circumnavigazioni portate a termine rispettivamente nel 1580 e nel 1967. Ma non possiamo dimenticare la tedesca Laura Dekker, che nel 2009, a soli sedici anni, entra nella storia come la più giovane navigatrice ad avere compiuto il giro del mondo in solitario.Se quelli ricordati sono casi eccenzionali, nella realtà a noi più vicina, quella della Lega Navale Italiana, le donne sono state presenti dai suoi albori e, negli ultimi decenni, non solo è cresciuto il loro numero ma sono state insignite di incarichi importanti, come la presidenza di Sezione oppure il ruolo di Delegato regionale del Presidente nazionale. Ma veniamo allo specifico, nell'ambito della Sezione di Milano con quattro esempi di donne che, possiamo a ragione dire, sono cresciute in Lega Navale Italiana: Daniela Bolognesi (classe 1960),Federica Manoli (1964), Chiara Avanzi (1997) e Federica Fabbrica (2001) .

Daniela e io vantiamo una storia ultratrenten-nale presso la Sezione, da socie prima di tutto, ma dando il nostro apporto in maniera continuativa nel tempo dapprima come allievi-istruttori, poi come istruttori, capi-turno, membri del Consiglio direttivo e, infine, come presidenti di Sezione... sempre nello spirito del volontariato, come previsto dalla Lega Navale Italiana.Quando abbiamo iniziato la nostra "carriera" non eravamo certo le sole; molte di quelle donne sono le nostre amiche di sempre! Chiara e Federica, ben più giovani di noi, sono arrivate alla Lega Navale all'età di sei-sette anni per frequentare, come tanti bambini, durante le vacanze estive, un corso di vela. Dal corso di iniziazione sono passate al perfezionamento, poi alla pre-agonistica e all'agonistica.Oggi prestano attività di istruttore nei corsi di vela e sono allenatori delle squadre agonistiche giovanili di Optimist e 420.È ragione di grande orgoglio potere raccontare questo percorso formativo che, negli anni, abbiamo contribuito a realizzare ed è bello vedere in queste ragazze lo stesso entusiasmo e la stessa dedizione che hanno guidato Daniela e me per anni.

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La Lega Navale Italiana è per tutte noi il luogo in cui abbiamo imparato a navigare e a regatare e in cui abbiamo scoperto una passione che non ci ha mai abbandonato. Ma soprattutto abbiamo imparato le regole del mare e della marineria, ovvero la solidarietà, la lealtà, il rispetto per gli altri e per l'ambiente, a cavarcela da sole e al tempo stesso a contare sugli altri,a lavorare in equipaggio, ad affrontare le cose con metodo e disciplina. Si tratta di insegnamenti preziosi che abbiamo portato fuori dalla Lega Navale e che ora fanno parte del nostro modo di essere e di vivere. Alla Lega Navale abbiamo conosciuto nuove amicizie che perdurano da decenni e che restano per noi importanti punti di riferimento.

image.pngAbbiamo trascorso numerosissime e meravigliose giornate alla LNI e il nostro impegno come presidenti lo abbiamo inteso come una doverosa restituzione di quanto abbiamo ricevuto. Siamo donne normali che hanno avuto la fortuna e il privilegio di conoscere il mare e i laghi da marinaie e veliste, scoprendo, fra le tante cose, la bellezza della navigazione notturna sotto cieli stellati, la magia delle carezze del vento e degli schizzi d'acqua quando si naviga su una deriva, la contemplazione del levare e del calare del sole nel mare e, non ultime, le emozioni e le soddisfazioni dell'insegnamento.                 

Ci siamo confrontate sul significato di essere donne in questo percorso e in questo ambiente e conveniamo che nessuna di noi si sia mai sentita discriminata o trattata diversamente rispetto ai nostri amici uomini. Ci siamo guadagnate i nostri ruoli e i nostri spazi all'interno dell'associazione nello stesso modo nel quale se li sono guadagnati loro. Il nostro comune desiderio è che la Lega Navale Italiana continui ad attrarre i giovani e che la partecipazione femminile pos-sa continuare ad aumentare.

Lni, luglio-agosto 2021
di Federica Manoli con Daniela Bolognesi, Chiara Avanzi e Federica Fabbrica

 

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